Vivere in Barca: istruzioni per l’uso….

Sono passati, ormai, quattro anni da quando abbiamo lasciato la nostra vita da “cittadini”. Quattro anni trascorsi navigando il Mediterraneo fermandoci un po’ qui e un po’ là. Forse è tempo di fare un primo consuntivo sulla scelta fatta, cercando di analizzare i pro e i contro.

Quando abbiamo mollato le cime per cominciare il nostro viaggio, l’esperienza velica di Ilaria era poca, la mia un po’ più consistente. Ma l’energia generata dal sogno di cambiare e viaggiare, ha notevolmente spinto la nostra incoscienza. Consci però, dei nostri limiti, ci siamo imposti di pianificare il più possibile tutto ciò che avremmo potuto affrontare. Non saremmo dovuti partire per andare in vacanza al mare, dovevamo bensì, vivere nel mare, navigarci ed affrontare lunghe navigazioni perdendo di vista la terra e la sicurezza dei vari porti e rade. Essere pronti ad affrontare navigazioni difficili, anche con mare in tempesta.

Avremmo dovuto preparaci ad affrontare le nostre paure, sfidando noi stessi.

In questi anni abbiammo macinato molte miglia in tutto il Mediterraneo, passando dalla costa meridionale di Creta, in Grecia, fino a Cabo Sao Vicente, la punta più meridionale del Portogallo, affrontando calme piatte e mari in tempesta. Ci sono stati momenti di forte emozione, ma mai paura, anche perché la pianificazione dei nostri viaggi è stata sempre la nostra prima regola.

I Soldi

Girare per il mar Mediterraneo e sostare nei vari marina, non è sicuramente una pratica da fare alla leggera, a meno che si possa non badare a spese. Mediamente i costi per l’ormeggio di una imbarcazione di dodici metri sono abbastanza alti. Noi prestiamo molta attenzione ai messaggi che riceviamo dai vari amici che vivono o lavorarono con la loro barca. Così abbiamo scoperto che alcuni marina fanno delle offerte per la stagione invernale, ed alcune sono molto convenienti. bisogna solo che tutti i progetti di vita coincidano con il luogo dove si trova il marina più economico.  Altrimenti, una  buona alternativa, è quella di affittare il posto barca di una persona che lo ha comprato, sarà sempre meno caro dell’affitto richiesto dal marina. Altro aspetto da non trascurare è il costo della spesa alimentare e non. Questo varia in base al luogo e alla stagione. C’è notevole differenza a fare la spesa al mercato pescheria di Catania e al mercato di Ibiza. Per esempio, un chilo di arance pagate a Catania un euro, lo abbiamo pagato a Ibiza tre euro. In genere, la spesa fatta per mangiare, comprata sulle isole, è tre volte maggiore della stessa spesa fatta in continente. Non importa che ci si trovi sulle isole greche o alle Eolie o alle Baleari, la somma finale non cambia.

La scuola

Quando siamo partiti avevamo intenzione di fare scuola ai nostri figli. Abbiamo fatto mille domande agli enti pubblici preposti all’insegnamento, ma nessuno ci ha mai spiegato quale percorso intraprendere, chi avvertire e quali documenti produrre per fare le varie richieste. Tutte le persone interpellate al telefono o via email non sono state in grado di rispondere ai nostri quesiti.

Poi ci siamo rivolti ai navigatori con famiglia che già avevano fatto esperienza di scuola fatta in casa. Così, finalmente, siamo venuti a conoscenza delle risposte alle nostre domande. Peccato però che alla fine ci sono voluti parecchi mesi, noi intanto avevamo iscritto i nostri figli alla scuola spagnola che ancora oggi frequentano.

Il lavoro

Che tristezza!! Le problematiche riguardanti la disoccupazione sono condivise ormai da tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Spagna, Italia, Grecia, raggiungono percentuali di senza lavoro a due cifre percentuale.  Questa grande incognita, riguarda tutti gli equipaggi che girano per mare, quale sia la loro condizione economica. Trascorrere un anno senza fare nulla, potendoselo permettere, può essere piacevole. Si passa il tempo in diversi modi, specialmente facendo manutenzione alla propria barca, in modo molto accurato. Ma passato un anno, si comincia ad avere la necessità di fare qualcosa d’altro, anche solo per non annoiarsi. Tirando le somme, quindi, vivere in barca non è semplice, anzi, per certi versi è veramente scomodo. Come quando per andare a fare la spesa e non possedendo più un’automobile, sacchetti e casse di acqua si devono portare a mano, facendo anche chilometri per tornare in barca. Ma tutto questo , come al solito, rappresenta solo il rovescio della medaglia. Le difficoltà fanno parte del prezzo da pagare per questo stile di vita. Ogni volta che ripensiamo a come vivevamo prima ci ritorna alla mente la visione di una gabbia senza sbarre,  Le cui regole dettate dalla legge del consumismo ci hanno imprigionato per anni

Gianluca, Ilaria

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