La festa di Sant’Agata

Difficile da credere che al giorno d’oggi, una città intera possa mobilitarsi ed ogni singolo abitante essere così totalmente coinvolto nella preparazione della festa dedicata a Sant’Agata.

“Dal 3 al 5 febbraio, Catania dedica alla Santa una grande festa, misto di fede e folklore. Secondo la tradizione, alla notizia del rientro delle reliquie della Santa nel 1126, il vescovo uscì in processione per la città a piedi scalzi con le vesti da notte, seguito dal clero, dai nobili e dal popolo. Controversa è l’origine del tradizionale abito che i devoti indossano nei giorni dei festeggiamenti, il Sacco agatino: camici e guanti bianchi con in testa una papalina nera. Una radicata leggenda popolare vuole siano legati al fatto che i cittadini catanesi, svegliati in piena notte dal suono delle campane al rientro delle reliquie in città, si riversarono nelle strade in camicia da notte; la leggenda risulta essere priva di fondamento poiché l’uso della camicia da notte risale al XIV Secolo mentre la traslazione delle reliquie avvenne nel XII. Un’altra leggenda afferma che l’abito bianco sia legato al precedente culto della dea Iside”.

Comunque sia la festa è totalmente coinvolgente, l’aria che si respira, notte e giorno, è completamente satura del profumo delle candele e dei ceri che i “devoti” accendono e trasportano sulle spalle anche per diverse ore, ceri che possono pesare decine di chili in base al voto che si fa alla Santa.