Forza 8………

Dopo aver trascorso due notti ad Othonoi a causa del maltempo, alle 06.00 del 28 settembre lasciamo la Grecia per rientrare in Italia. Come ormai è di nostra abitudine partiamo al termine della burrasca e ci troviamo con un bel vento da Nord_est intorno ai 25 nodi e mare formato ma che va diminuendo. Abbiamo fatto una bella traversata arrivando a Leuca intorno alle alle 14. Il giorno dopo, siamo partiti alla volta di Crotone, o perlomeno questa era la nostra intenzione. Dopo aver fatto alcune miglia accompagnati da un vento debole intorno ai dieci nodi, le condizioni meteo-marine hanno cominciato a cambiare. In effetti era atteso l’arrivo di una perturbazione ma tutti i siti meteo ne annunciavano l’arrivo per il giorno seguente. Ma il tempo come il sedere, si sà, fanno come vogliono loro. Sia il vento che il mare hanno cominciato a rinforzare. Così noi abbiamo ridotto Randa e Genova. Verso mezzogiorno il vento è aumentato arrivando a 25 nodi e allora abbiamo ulteriormente ridotto le vele, d’altronde stavamo tenendo un’andatura di bolina che ormai tendeva a diventare bolina stretta, il vento proveniva da sud. Dopo circa un’ora abbiamo calato completamente la Randa, rimanendo solo con il Genova terzarolato al massimo, il vento era arrivato a 35 nodi. Il colore del mare in tempesta era grigio quando le nuvole coprivano il sole, ritornando ad un blu intenso quando illuminato dalla luce solare. Non so dire quante volte le onde hanno attraversato interamente la nostra barca, inondando il pozzetto e lavandoci completamente. Durante il frangente il paesaggio intorno diventava bianco seguito immediatamente dal fragore dell’onda che irrompeva spumeggiando sullo Sprayhooh e addosso alle nostre cerate. Ricordo immagini simili nei filmati della Volvo Ocean Race, altre latitudini ma il mare, quando è cattivo, lo è ovunque. Siamo riusciti a fare solo un paio di foto, visto il maltempo e l’abbiamo dedicate allo strumento segnavento perché restasse memoria di questa esperienza così forte, anche se la foto immortala non il massimo che lo strumento ha segnato durate la navigazione.
Abbiamo deciso di fare rotta verso Cirò Marina così da riuscire a stringere meno il vento perché eravamo al limite e perché saremmo arrivati almeno tre ore prima.
Dopo aver chiamato ripetutamente sia la capitaneria che il porto stesso di Cirò e non avendo ricevuto nessuna risposta, decidiamo di entrare comunque, fortunatamente un peschereccio stava rientrando così lo abbiamo seguito. Ci siamo messi sulla sua scia seguendo le incredibili rollate che faceva, noi almeno con un po di vela eravamo abbastanza stabili. Alle 16.30 siamo entrati in porto, finalmente la nostra burrasca volgeva al termina. Non potrò mai scordare le parole che mi ha detto mia moglie durante la navigazione e la faccia che aveva quando siamo entrati in porto. Onore al merito, non ha mai mollato fino a che le cime di ormeggio non sono state assicurate a terra. Grazie per quello che hai condiviso, non tutte le donne lo fanno, non tutte le mogli!